venerdì, marzo 24, 2006

I cliché del Van

Per quanto riguarda i clichè dei film del Van, qui c'e' un discorso lungo da fare, il van si sta gia' preoccupando....


Voglio dire: e' vero che gli ultimi film sono piu' volti ad un approccio diverso per quanto riguarda il ruolo base del superuomo di bruxelles (meno scazzottate, piu' dialoghi) e che ne cercano di evidenziare i progressi dal punto di vista recitativo (soprattutto the legionary), ma e' altresi' vero che nelle ultime produzioni ritornano dei cliche' che, se per un fan sono una manna dal cielo, per uno che vuole vedersi un buon film potrebbero rappresentare un handicap.

Ma vediamo insieme quali sono questi cliche':
-i famosi silenzi:



e' gia capitato (colpi proibiti) di vedere il van in una situazione di incapacita' di dialogo col suo interlocutore.
In colpi proibiti si limitava ad annuire e a dispensare sorrisi, in Wake of Death si ritrova a dover interagire con una bambina cinese (vedi foto sopra) e in questa scena (alla quale sono dedicati otto minuti buoni) non facciamo che vedere una quasi interminabile sequela di sterili sguardi che sembrano non avere alcun fine.



Inacettabile.

-le grazie del Van
In praticamente tutti i film della prima generazione, com'era giusto, al van piceva mostrare il suo sinuoso corpo nudo, dando maggior attenzione alle sue natiche d'acciaio (ottenute stringendole per 20secondi e poi rilassandole e ripetendo il tutto per venti volte al giorno come dettagliatamente spiegato nella sua biografia), adesso pero', che ha raggiunto e superato la quarantina, c'e' chi trova la cosa di pessimo gusto, ed ecco che in Wake of Death, ultimo film uscito, ritroviamo il van in vasca nudo con la moglie, a letto con la moglie (e qui mostra le natiche) e poi in doccia a rinfrescarsi i bicipiti grandiosi.
Tempo dedicato alla cosa (sommando le scene) :13 minuti. Da sbavo per le femmine.


Però dovrebbe puntare di piu' sulla recitazione, si sottovaluta da quel punto di vista.
Cmq a breve ci sara' una recensione del film e se ne riparlera'.

chi vuole sentire un'altra curiosita'?

"IO!"

E accontentiamolo.

Un altro cliche' interessante , forse un po' meno noto e visibile, ma comunque degno d'esser menzionato e che non risentira' mai del passare degli anni, e' il "HE"!
Cos'e' il "HE!"
Dicesi he il sorrisetto d'approvazione che il Van dispensa con generosita' alla vista di un qualcuno o qualcosa che lo aggrada.
Nel compiere tale mossa il van coinvolge i muscoli facciali (per sorridere, e solitamente sempre impegnando un lato della bocca piuttosto che l'altro) e del collo.
Si, del collo, avete capito bene. Infatti in molte scene di molti film, egli, contemporaneamente al sorrisetto compie un veloce scatto laterale col collo.

ERGO:

1 sorriso verso un lato
2 scatto laterale del collo
3 sguardo sornione
4 risatina

= HE!

Mi viene in mente infatti, che in "senza esclusione di colpi", quando viene inseguito dal sinuoso afroamericano e dall'arguto anziano ( i nomi dovrebbero all'incirca corrispondere) , il van si accorge nella fuga di essere "irraggiungibile" per i due volonterosi malcapitati, e dopo averli un po' derisi e presi in giro con qualche sfotto' di dubbio gusto, volta il capo, come se volesse parlare tra se e se e fa il famoso "he!".

E questa e' bene o male l'espressione dello "HE!".



eccone una da double impact.


ma qui ammetto che l'attenzione di ogni fan con la f maiuscola sia perlopiu' rivolta alla tuta aderente celeste.
Non per come calza al van (quello ormai e' assodato) ma per il fatto che e' il primo indumeto di quel colore indossato da lui in un film.

-la sfida ai videogiochi:
come in Bloodsport anche qui il Van viene sfidato a un picchiaduro, gli anni sono cambiati e da I K + fu siamo passati ad un più attuale tekken tag, purtroppo il Van sembra aver perso lo smalto di un tempo, quando batteva il suo amico brutto biondo, vediamo come è cambiato col joypad in mano:

No, non ce la fà. Forse non riesce a star dietro alla tecnologia. Poco male, a noi interessano i suoi muscoli.

Ultimo, ma non meno importante clichè del Van è che praticamente in tutti i suoi film trova una che gliela dà.
Mica piazza e fichi.

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